Oggi scrivo per non addormentarmi. Chè ho dormito solo due ore e non mi reggo in piedi. E' che credevo di morire ieri notte o stamattina o non so quando. Finchè non ho sentito quelle mani dentro le mie. Credevo di poter morire. In piedi su uno scoglio a farmi schiaffeggiare dal mare.
Perchè mi hai dato la possibilità di recuperare? Non sono scappata con te quando mi hai chiesto di farlo per amore. Non ti ho detto "ti amo" quando eravamo sul punto di crollare. Eppure sei ancora qui, a tendermi la mano. E io che mi nascondo e che scappo via da te. Chè non ho il coraggio di viverla questa storia. Comincia a farmi paura. Non ho avuto il coraggio di scappare con te. Da te. Avrei dovuto schizzare via e fiondarmi sulla tua pelle, dirti tutte le cose che avrei da dire. Avrei dovuto chiederti scusa, darti un bacio e restare con te a guardare la Luna Blu sparire nel nostro mare. Il nostro mare. Sai cosa intendo. E invece non l'ho fatto. Le mie labbra le ho date a qualcun altro. E adesso sono secche. Aride. Mi ricordano una distesa di fango come quelle dei film, piena di crepe, che mi sembra di sentire il Texas. Come se dovessi ammorbidire l'asfalto con un tocchetto di burro. Tu mi cercavi e io ti fuggivo. Mi nascondevo tra le braccia di una persona che, mi spiace, non sei tu. E mentre tu facevi tutta quella strada solo per venire da me, per riavermi nel tuo respiro, io riscaldavo le sue mani.
Forse sta diventando pericoloso. Anche tenermi tutto dentro. Lasciarmi confondere dagli odori che mi investono. Dai sospiri. Chè, lo sai anche tu, è difficile baciarsi senza fare rumore. Forse per questo non riesco a respirare. Forse per questo adesso piove. Così il mio Texas potrà bagnarsi senza che io debba necessariamente scegliere le labbra da baciare. Non sceglierò. Le tue o le sue.
Sai, speravo mi accarezzassi i capelli, quella notte.
Ho trovato questa cosa sul mio taccuino e non ricordo di averla mai scritta. Ma se c'è vuol dire che l'ho fatto. E posso (devo) pubblicarla solo adesso, prima che sia 2010...anche se mi spaventa un pò...
Sai cos'è? Hai ragione. Quel profumo orientale al sandalo dovrei buttarlo via. Chè l'odore d'incenso mi si attacca addosso e mi fa pensare a te. Non ha senso pensarti così. E ora inizia l'anno nuovo e l'unica certezza che ho è che ti bacerò ancora. E non me lo sarei mai aspettato. Iniziare il 2010 con il tuo bacio cucito al mio labbro inferiore. In fondo sei tu. Sei solo tu. E anch'io per te sono solo io. Eppure questo gioco mi fa stare bene. Mi fa sentire viva. Forse ha ragione lei quando dice che sono esagerata. Ma anche il tuo "tenere le mani al vento" o "aver paura di posarle su di me". C'è qualcosa in tutto questo. Un odore che mi sveglia dal sonno profondo di questo posto. Un odore di mare, di bei sogni, di pagine sbiadite di romanzi dimenticati. E' il nostro segreto. Siamo io e te. Noi due contro un muro che ho immaginato solo io, tanto per sentirmi parte di una poesia di Prévert. Anche se noi non siamo amanti. E forse è per questo che è tutto così bello, così semplice, così naturale. Non c'è un muro. Solo un lieve contatto, un abbraccio, la sorpresa del momento e siamo già via, esattamente come prima. Proprio come l'avevo sognato.
Almeno ora so che non c'è bisogno di amare una persona per amare le sue labbra.
Sono sull'orlo del precipizio. Mi ci hai spinta tu. Ora ti basta un soffio (un bacio) per farmi cadere e lasciare che io perda ogni cosa, anche me. O puoi tendermi la tua mano calda, stringermi a te e darmi la certezza che non accadrà mai. O ancora puoi restare a guardare e lasciarmi decidere... ti bacio, mi butto, muoio. O continuo a fuggire e muoio comunque.
andiamocene da questo paese
andiamo a Londra
andiamo a vivere in un posto serio
dove c'è cultura
e dove la gente è EVOLUTA
che qui mi sembra di vivere nel medioevo
ma Berlusconi è ben meno virtuoso di re Artù
urlare
correre
ferirsi le mani sulla pelle di un darbuka
coprire di lividi un cuscino.
viaggiare
scappare
parlare in silenzio
parlare di rabbia
sparare a vuoto
tacere il vuoto.
Se solo ascoltassi sapresti
che un mio abbraccio parla più di miliardi di scuse.
Perchè deve essere così complicato?
Non posso semplicemente...baciarti?
E poi far finta di niente
e tornare ad essere quella di sempre...
senza ossessione.
A volte capita di non sentirti nessuno. Di ascoltare una canzone meravigliosa e una voce stupenda. Di guardare la chitarra poggiata al muro e la bacchette morte sul tavolo. Di schiarirti la voce così, solo per un attimo. Di chiudere gli occhi e sognarti su un palco. Sognare la tua vita viva di note, di applausi, di brividi, di notti insonni col fischio alle orecchie, di tendiniti e calli sulle dita. Di musica. Di parole cantate che abbiano un senso. Di ginocchia di carta prima di andare in scena. Solo quello e nient'altro. Mangiare pane in giro di sol e bere vino in doppi colpi blues sulla campana del charleston. Parlare cantando, urlare parlando. Sentire le critiche e trasformarle in pessimo ritmo house. Ascoltare parole d'amore come fossero fantastiche spazzolate sulla pelle di un rullante. Ritmi tribali per ballare e jazz per impazzire. E poi morire in un canto di dolore. Una sola voce, senza strumenti, che urla nel silenzio di un pianto.